La coltivazione dell’olivo oltre il 46° parallelo rappresenta una condizione di assoluta eccezionalità e rarità nel panorama olivicolo europeo e mondiale.
Tradizionalmente, l’olivo è una specie tipicamente mediterranea, adattata a climi miti, con inverni brevi e temperature raramente inferiori allo zero. Superare il 46° parallelo significa spingersi ben oltre il suo areale naturale, in territori caratterizzati da inverni rigidi, gelate frequenti e stagioni vegetative brevi.
Per questo motivo, la presenza di oliveti a tali latitudini è:
Rara, perché possibile solo in microclimi particolarmente favorevoli (laghi, pendii esposti a sud, influenza mitigante delle acque).
Eccezionale, perché richiede scelte varietali molto specifiche, tecniche agronomiche attente e una profonda conoscenza del territorio.
Simbolica, in quanto testimonia la resilienza dell’olivo e la capacità dell’uomo di accompagnarne l’adattamento in condizioni limite.
In questi contesti, l’olivo non è solo una coltura, ma diventa un presidio culturale e paesaggistico, un segno distintivo di unicità territoriale e, spesso, una produzione di nicchia dal forte valore identitario.
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